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Carlo Riccardi, nasce il 3 ottobre 1926 ad Olevano Romano. Terzo di otto figli, si trasferisce nel 1932 con la famiglia a Roma. Da giovanissimo lavora come ritoccatore in uno studio di foto-pittura. Il 1940 è l'anno della svolta professionale e l'inizio del suo percorso artistico come fotografo, infatti in quegli anni, conosce Saro Mirabella, amico e conterraneo del pittore Renato Guttuso; è in quegli studi e in quella atmosfera che comincia a scattare le sue prime foto.
Si appassiona alla fotografia e Roma, palcoscenico particolarmente ricco di occasioni, presenze e situazioni, gli offre tutti gli spunti; è il periodo dei primi anni della Repubblica, del boom economico, del neorealismo, delle grandi produzioni hollywoodiane, della "Dolce Vita".
Carlo Riccardi quegli anni li vive da protagonista fotografando tutti i personaggi famosi che sono passati per la città eterna: artisti, intellettuali, attori, re e regine. E lì in Via Veneto, Via Condotti, Piazza di Spagna, comincia l'avventura del primo "paparazzo" della Dolce Vita ma anche della documentazione di un'epoca.
Sempre negli anni 50 apre la Galleria "Le scalette rosse" e crea la rivista "Vip".
Nel 1951, lavora per il Giornale d'Italia e l'anno successivo per il Tempo. Riccardi può essere definito oltre che "l'uomo della camera oscura", anche " l'uomo dei sei Papi", in quanto, la sua maestria come fotoreporter lo ha portato ad immortalare sulla pellicola fotografica una esclusiva successione papale, da Pio XII a Paolo VI e Giovanni XXIII, da Papa Luciani fino a Giovanni Paolo II a Benedetto XVI.
Carlo Riccardi non è solo fotografo, è anche il pittore che non si concede alla tela soltanto per hobby ma con la stessa passione e lo stesso entusiasmo con cui scatta le sue foto.
Nel 1978, dopo l'elezione di Papa Wojtyla, Riccardi dipinge 25 quadri aventi per soggetto paesaggi e città polacche, quadri esposti in seguito nella chiesa romana di San Pio V, con la mostra " Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa", inaugurata dallo stesso pontefice.
Particolarmente attento ai problemi sociali Riccardi viene nominato Segretario Generale del Sindacato degli Artisti aderenti alla CISL, carica che mantiene per quasi dieci anni.
Nell'estate del 1986 Riccardi "incravatta" abusivamente con una tela lunga 100 metri, raffigurante gli aspetti più emblematici di Roma, la fontana di Piazza del Popolo. La "performance" del pittore romano dura solo poche ore perché i vigili urbani lo obbligano a rimuovere il suo capolavoro per mancanza di visti e autorizzazione.

Nell'estate del 1987 Riccardi è protagonista di una originale iniziativa che realizza, con il patrocinio della Regione Lazio. Percorre 5000 chilometri per "incravattare" e "fasciare" con maxitele di 100-200-300 metri, rappresentanti in chiave essenzialmente lirica e non descrittiva aspetti e scorci di paesi, paesaggi e antichi monumenti di tutta Italia per richiamare l'attenzione alla responsabilità di tutti nei confronti della conservazione del patrimonio artistico.
L'opera di fotografo di Carlo Riccardi si dipana lungo un arco di tempo lungo 60 anni, registra l'evolversi della vita sociale, politica e religiosa del Paese, ottiene apprezzamenti di pubblico e critica.
Oggi Carlo Riccardi è un pensionato, con 5 by pass, attivo più che mai. Continua a scattare foto, quasi sempre per diletto e documentazione, e dipinge alternando gioiosamente, come ha sempre fatto, gli strumenti della sua arte: macchina fotografica e pennelli.
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