LA QUINTA DIMENSIONE
Il colore, la luce, la forma sono state le fonti di tutto il percorso artistico
e professionale di Carlo Riccardi.
La pittura è l'arte con cui è cresciuto; si può dire che l'aveva "in casa", infatti,
fin da bambino ebbe occasione di avvicinarsi a questa forma di espressione grazie alla
presenza di alcuni pittori stranieri, ospitati dal padre Mario alla "Fontana Su":
un casolare con il fontanile, un luogo nel bosco particolarmente suggestivo frequentato
da pittori fin dal 700.
Iniziò a lavorare, da giovanissimo, in uno studio di fotopittura come ritoccatore e facendo
ritratti a colori ai soldati americani che bivaccavano al caffè Grand'Italia a Piazza
dell'Esedra. L'incontro e la frequentazione di alcuni importanti pittori, destinati
di lì a poco a divenire più che famosi: Cagli, Gottuso, Monachesi, Fazzini, Montanarini
lo spingono ad approfondire le proprie conoscenze del disegno e della pittura. Soprattutto
Saro Mirabella, che lavorava per Gottuso, insegnò a Carletto a dipingere e ritoccare le fotografie.
Nel periodo della maturità entra in contatto con i pittori futuristi, fotografa i loro quadri
e lavora per Marasco Monachesi.
Gottuso concesse a Riccardi grande stima e gliela dimostrò quando, presidente della Giuria
del Premio Via Condotti, gli assegnò il premio "50 Pittori per un Manifesto".
Carlo Riccardi pittore di quadri astratti e figurativi; dipinge usando indifferentemente colori
a tempera, acrilici, olio. Se i suoi paesaggi, le case, gli interni paesani sono abbastanza
riconoscibili è anche vero che i suoi cerchi, le aste infisse in una dimensione spaziale,
gli astrattismi spinti fino ai limiti dell'assurdo colgono impreparati.
"Si sente - commenta Massimo Grillandi - che in Riccardi, pittore dai cromatismi sobri e pertinenti
al tema senza inutili azzardi, la tendenza alla conservazione del disegno, la tenace capacità
di persistenza in una certa area tradizionale, vanno di pari passo con una marcata tendenza
innovatrice".
La sua originalità di pittore-filosofo, il suo saper provocare e suscitare interessi sempre nuovi,
lo hanno reso protagonista di nuove tendenze; la sua Idea di Quinta Dimensione che egli stesso
definisce semplicemente "spontaneità" fu ripresa da un manifesto e ebbe i suoi poeti che
la definirono in modo vario: "Oltrepassare immuni il limitare è cogliere nel vero delle cose"
(Ronci); "E' un modo diverso di pensare" (Conti); "Il mondo pittorico di rccardi
è in contraddizione perpetua con se stesso e con le forme costruite con la logica interiore
di una sintassi pittorica … sempre sul punto di fare e disfare" (Grillandi).
MAXI TELE
Un'altra caratteristica che distingue Carlo Riccardi sono le tele a metraggio.
Si ricordano gli 80 metri con cui venne avvolto l'Obelisco di Piazza del Popolo
a Roma; la maxitela a Piazza delle Signoria a Firenze; la maxi tela al Chiostro
di S. Domenico a Siena; la maxi tela al Teatro Impero a Terracina; la maxi tela
in acqua al Lido di Ostia e in quello di Fregane in provincia di Roma; la maxi tela
esposta alla Galleria Raphael in Romerplatx Rathaus a Francoforte; la maxi tela al bosco
della Serpentari a Olevano Romano, paese natale di Riccardi.